Come lavare e conservare lana, denim e pelle
Un capo fatto bene dura molto più di quanto si pensi, ma quasi sempre è il lavaggio a rovinarlo prima del tempo. Le regole vere sono poche e cambiano a seconda del materiale. Queste sono quelle che usiamo anche noi sui capi che passano dalle nostre mani.
Lana
La lana teme due cose: l'acqua calda e il movimento. Insieme fanno infeltrire le fibre, e da lì non si torna indietro. Lavala a mano in acqua fredda o tiepida, oppure con il programma lana della lavatrice, con un detersivo neutro e poco.
Non strizzare mai un maglione bagnato. Premilo tra le mani per togliere l'acqua in eccesso, poi stendilo in piano su un asciugamano, lontano da termosifoni e sole diretto. Appeso si allunga e perde la forma, in asciugatrice si accorcia di due taglie.
I pallini che si formano sotto le braccia e sui fianchi non sono un difetto del capo: è normale attrito. Si tolgono in due minuti con un pettine per maglieria o un rasoio apposta. Un maglione ripulito sembra nuovo.
Per riporla, piegala. La lana appesa a lungo cede sulle spalle. Se la metti via per l'estate, tienila in un sacchetto di cotone e non di plastica, con qualcosa di profumato contro le tarme.
Denim
Il jeans va lavato poco. Ogni lavaggio porta via colore e allenta le fibre, e la maggior parte delle volte basta arieggiarlo. Quando serve, gira il capo al rovescio, acqua fredda, poco detersivo, centrifuga bassa.
L'ammorbidente sul denim è da evitare: rende la tela molle e spegne la mano che rende bello un jeans. Anche l'asciugatrice è nemica, restringe e consuma. Appendilo e lascialo asciugare all'aria, se puoi non al sole pieno.
Le sfumature che si formano sulle cosce e dietro le ginocchia con l'uso non sono usura, sono il modo in cui il denim racconta chi lo porta. Su un capo di qualità sono la parte migliore.
Pelle e camoscio
La pelle non va in lavatrice, mai. Per lo sporco di tutti i giorni basta un panno appena umido e poi asciutto. Ogni tanto, due o tre volte l'anno, una crema nutriente le restituisce morbidezza ed evita che si secchi e si crepi.
Se si bagna, lasciala asciugare da sola a temperatura ambiente, lontano da phon e termosifoni: il calore diretto la indurisce. Il camoscio si ravviva con una spazzola morbida, sempre nello stesso verso.
Appendi giacche e cappotti in pelle su grucce larghe, che sostengano le spalle, e lasciale respirare. Le custodie di plastica trattengono umidità e creano muffa.
Cotone e capi strutturati
Camicie e capi con struttura, come blazer e giacche foderate, soffrono l'asciugatrice più di qualsiasi altra cosa: la fodera si ritira in modo diverso dal tessuto esterno e il capo si imbarca. Meglio appenderli ancora umidi, la piega si distende quasi da sola.
Le grucce sottili di metallo segnano le spalle di tutto, non solo della lana. Costano poco quelle in legno, ed è la spesa che salva più capi.
Le tre cose da non fare
Non lavare tutto a ogni utilizzo: molti capi hanno bisogno solo di aria. Non usare acqua calda per risparmiare tempo, perché il tempo lo perdi comprando di nuovo lo stesso capo. Non fidarti a occhio del programma della lavatrice, l'etichetta interna dice sempre la cosa giusta.
Perché ne parliamo
Ogni capo che dura è un capo che non va sostituito. È lo stesso motivo per cui esistiamo, spiegato nella pagina Sostenibilità. Se ti interessa capire come scegliamo cosa entra in catalogo, lo trovi in Come riconoscere un capo di marca originale.